Un soffio di Genova

Aspettando un po’ di vento per poter ripartire verso nuovi lidi, mi sono divertita ad inventare una nuova ricetta, fresca e in linea con i gusti tipici della nostra penisola. In realtà era un bel po’ di tempo che questa ricetta mi frullava in testa ma tra trippole e trappole l’ho realizzata solo oggi. E’ molto semplice, light, gustosa e soprattutto estiva.

foto(17) Ingredienti per 4 persone:

– 100 gr di fagiolini ( = tegoline)

– 2 patate medie

– 4 fogli di pasta per lasagne ( 1 per persona per 2 strati)

– 64 gr di basilico

– 4 cucchiai d’olio di oliva ev

– 1 spicchio d’aglio grande

– 400 gr di crème fraiche o panna

– sale qb

– pinoli per la decorazione

– scaglie di grana

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Hummus e la femminilità mediorientale

Cos’hanno in comune l’hummus, Dalida e Ella Zahlan? La risposta è molto semplice: il fascino mediorientale espresso in delicatezza e seduzione.

Ella Zahlan è una stilista libanese  molto amata dal nostro Paese. L’amore inizia nel 2007 quando, grazie all’invito dell’allora Ministro per il Commercio Internazionale Emma Bonino, diventa la prima stilista araba a sfilare per Altaroma, centro propulsore della haute couture italiana e nuova piattaforma di lancio per i designer emergenti. Emma Bonino la ha anche eletta membro ufficiale del Council of Arab Business Women all’interno del Forum Italiano per i Giovani Imprenditori. Nel 2008 riceve invece  il premio di “Miglior Stilista dell’anno non Italiana” direttamente da Giorgio Napolitano durante l’evento Movie Festival. Sicura del suo successo sempre nel 2008 lancia una nuova linea, Ready-to-wear, dedicata alle donne cosmopolite che non vogliono rinunciare alla loro femminilità. Da allora è riuscita a conquisatre il cuore di tantissime vip tra cui Paris Hilton, Ivana Trump, Fergie, Pink e molte altre.

E parlando di Ella Zahlan non possiamo che valorizzare uno dei piatti più famosi del suo Paese d’origine e di tutto il mondo arabo: l’hummus

 

Hummus Ingredienti:

– 500 g di ceci

– 7 cucchiai di tahina

– 1 cucchiaio di cumino

– 2 spicchi d’aglio

– succo di un limone

– 2 cucchiai di sale

– acqua

Da servire con:

– olio di oliva

– paprika

– cumino

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Polpettiamo?

antonio marras aut inv 2013

Questa è proprio una di quelle di sere. Quelle sere in cui sei talmente stanca che anche se ti dici “adesso basta” non ce la fai e vai comunque avanti. E infatti mi trovo qui davanti al computer con il mio quadrettone di cioccolato fondente e il mio bicchierino di caffè.

Oggi sguazzando da un blog all’altro e leggendo diversi articoli, mi sono chiesta perché mai la gente ha così tanto bisogno di comunicare. La cosa un po’ strana è che per molti è più facile “parlare” con il computer piuttosto che sostenere un dialogo o una conversazione davanti ad un pranzo o a una tazza di tè o una birra. Comunicare per mezzo del computer è facile, veloce e immediato…mah sarò ancora vecchio stampo ma preferisco i tu per tu e le sensazioni che uno sguardo o un gesto possono provocare.

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Porri uova e vinaigrette

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Ormai vivo a Grenoble da 5 anni. Inizialmente la cucina francese non mi attirava per niente. Mi ricordo che un giorno mi sono trovata a mangiare in un self service e piuttosto di abbordare i piattini da nouvelle cuisine ho preferito farmi due spaghettini al ketchup. Da allora molte cose sono cambiate e ora adoro gran parte di questa cucina. Ho provato l’improvabile come rane, escargot, testa di vitello, salsicce di trippa e chi più ne ha più ne metta. Niente paura: la cucina francese non è solo questo. Ho deciso così di creare una rubrica dedicata proprio a lei così da poter condividere i sapori e i prodotti che più amo e che fanno ormai parte della mia dieta italo- francese.
Oggi il protagonista è un antipasto semplice semplice ma molto raffinato: porri uova e vinaigrette.

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A gonfie mele!

Quando fuori cadono fiocchi di neve a raffica e senti il vento infiltrarsi tra le persiane, significa che o resti sotto le coperte o inizi a piastricciare. Stamattina ha prevalso la seconda.
Mentre bevevo il mio caffè, lo sguardo si è appoggiato su una bella mela, proprio vicino a me. “E mela sia!” ho pensato.
La ricetta che vi propongo si pone a metà tra un tiramisù e una macedonia. Molto light ma very gusto!!!
In realtà ero partita su una semplice torta alle mele:

– 3 uova
– 100 g di zucchero
– 1 bustina di lievito
– 1 cucchiaio di bicarbonato
– 70 g di burro
– 300 g di farina
– 3 mele (ovviamente)
acqua frizzante
– un pizzico di sale

Unisco i tuorli con lo zucchero e sbatto il tutto. Sbuccio le 3 mele e le faccio frullare con una spruzzata di acqua frizzante. Aggiungo il burro all’impasto uova-zucchero e continuo ad amalgamare. Inserisco poi la farina, il lievito, il bicarbonato, il pizzico di sale, le mele e infine i tuorli montati a neve. Imburro la tortiera e hop… dentro al forno a 180° per 30 minuti.
La torta non è molto zuccherata e risulterà molto soffice.
Per arricchire il tutto ho pensato ad una crema non crema alle mele. In parole povere ad una crema pasticcera senza uova con le mele.

– 3 cucchiai di maizena
– 3 bicchieri di latte
– 5 cucchiai di zucchero
– scorza di un limone
– 2 mele

In un pentolino porto ad ebollizione la maizena, latte, zucchero e limone. Mescolo e tengo a fuoco basso. Quando diventa “soda” scosto il pentolino.
Aggiungo 2 mele sbucciate e tagliate a pezzettini.
Ecco la fetta di torta accompagnata dalla sua crema (fredda) non crema alle mele.

Per rendere il tutto piacevole alla vista ho pensato a questa composizione.

a gonfie mele

a gonfie mele 2

E visto che parliamo di … vele che ne dite di queste?

Cjarsons

No, non è una parolaccia! Si tratta di una sorta di ravioli tipici della regione Friuli Venezia Giulia e precisamente della Carnia.
Dovete sapere che i Cjarsons sono considerati un piatto povero ed in effetti gli ingredienti utilizzati avranno un impatto quasi zero sulla vostra spesa, se vorrete “impastarvi” in questa avventura!

Quel che vi serve per 4 porzioni:

– 300 g farina
– 2 bicchierini d’acqua
– 500 g di patate
– 50 g burro
– 1 cipolla
–  una bella spolverata di prezzemolo
– 1/2 cucchiaio di cannella in polvere
– 1 cucchiaio di zucchero
sale
pepe

Per fare la pasta dei cjarsons basta unire la farina all’acqua e lavorare l’impasto aggiungendo se necessario ulteriore acqua. Fate riposare la palla di pasta che otterrete per circa mezzora in un canovaccio pulito.
Nel frattempo lessate le patate e schiacciatele tanto da formare un puré.  In un altro pentolino fate sciogliere il burro e fate ramollire la cipolla. Togliete poi la cipolla a operazione conclusa. Aggiungete alle patate gli altri ingredienti e  il burro fuso uniformando il tutto: sarà il ripieno dei vostri super ravioli.
Adesso arriva la parte più difficile 🙂 … stendiamo la pasta. Infarinate il piano di lavoro e iniziate a lavorare una piccola parte della palla di pasta. Aiutatevi con un rouleau e stendete senza avere fretta. La pasta dovrà essere piuttosto fina. Se avete un tira pasta farete prima! A questo punto prendete un bicchiere e incidete la pasta. Otterrete un cerchio di pasta. Inserite all’interno un cucchiaino di farcitura e chiudete a mezza luna. Pressate bene il bordo di chiusura aiutandovi con qualche goccia d’acqua se necessario. Ripetete l’operazione fino ad esaurimento pasta/farcitura.

Per la cottura basta immergerli in abbondante acqua salata per 10 minuti. Da servire con un po’ di burro fuso color nocciola e parmiggiano a scaglie ( o ricotta affumicata se preferite). Voilà.

Cjarsons

Ideale se volete proporre qualche cosa di originale e poco costoso. Come vino di accompagnamento ci vuole un bel Friulano e bon appétit!

E visto che parliamo di Friuli Venezia Giulia, non possiamo non ricordare per la parentesi moda, Kinabuti. Si tratta di un brand emergente creato da Caterina Bortolussi e Francesca Rosset, due ragazze di Spilimbergo che hanno deciso di utilizzare la moda come veicolo per creare sviluppo. I loro capi si distinguono per le loro linee moderne e per i loro colori accesi tipici delle stoffe made in Africa! L’effetto speciale di queste due friulane è che con il loro progetto pilota  “In our Ghetto” hanno selezionato delle ragazze africane per indossare le loro creazioni peraltro realizzate nel continente africano in Lagos.

Un vero successo destinato a crescere.

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Kinabuti

A forma di cuore

La cucina riscalda i cuori soprattutto quando piove!
Ebbene sì… visto il tempo uggioso di oggi mi sono dedicata alla creazione di un bel cuor caldo caldo!!!

 

Cuore al cioccolato

Per realizzarlo vi occorrono:

-100 g zucchero in polvere

– sacchettino zucchero alla vaniglia

-250 g di farina

-1 sacchettino di lievito in polvere

-80 g di burro fuso

-250 ml di latte

– 1 uovo

-1 pizzico di sale

-una manciata di pepite al cioccolato

Preparate due recipienti: uno dedicato all’unione degli ingredienti secchi e uno dedicato a quelli diciamo umidi.

Quindi inserite e mescolate nel recipiente A lo zucchero, zucchero alla vaniglia, farina, lievito e il pizzico di sale.

Nel recipiente B invece mettete in ordine il burro fuso, l’uovo e il latte. Mescolate il tutto e unitelo sempre mescolando agli ingredienti del recipiente A.

A questo punto potete unire all’impasto le pepite di cioccolato.

Imburrate gli stampini a forma di cuore…meglio se in ceramica e infornate a 180° per 20-25 minuti. Il gioco è fatto e il cuore è servito!

Ideale per una merenda calda calda o un risveglio alle coccole!

Per chiudere il cerchio ho trovato un’idea a cuore niente male, originale ed economica. Date un’occhiata al sito Creatività Organizzata.